Dossier di buone pratiche, supporto tecnico e consulenza a sportello ai Mobility Manager – Regione Piemonte

Anno: 2024 – 2025

Cliente: Regione Piemonte

Il progetto della Regione Piemonte, realizzato con il supporto di Decisio, ha avuto lo scopo generale di rafforzare il ruolo dei Mobility Manager e promuovere misure efficaci di mobilità sostenibile. Nello specifico, gli obiettivi principali del progetto sono stati:
1. Rafforzare la capacità dei Mobility Manager di implementare misure efficaci;
2. Supportare enti e aziende che hanno nominato (o dovrebbero nominare) un Mobility Manager le aziende, in particolare le strutture ospedaliere, nell’elaborazione di Piani di Spostamento Casa-Lavoro (PSCL) concreti e operativi;
3. Creare un patrimonio condiviso di buone pratiche e strumenti replicabili;
4. Individuare criticità e opportunità sistemiche da tradurre in raccomandazioni operative alla Regione Piemonte.

Descrizione

Il progetto ha seguito una strategia in due fasi integrate:
1. Redazione di un Documento di Buone Pratiche (scaricabile, registrandosi qui: https://www.muoversinpiemonte.it/rete-regionale-mobility-management) che presenta diverse azioni possibili a disposizione dei MM. Il documento accompagna ciascuna misura con esempi concreti di azioni già sperimentate con successo in diversi contesti, in modo da fornire ai Mobility Manager una sorta di ‘cassetta degli attrezzi’ per orientare le proprie azioni.
2. Consulenza a sportello verso alcuni enti selezionati per indagare in maniera approfondita le opportunità e le barriere principali all’azione dei mobility manager. I MM degli enti selezionati sono stati intervistati singolarmente per far emergere le principali problematiche e opportunità.

L’approccio proposto ha permesso di identificare una serie di opportunità e di criticità rispetto all’azione dei MM in Piemonte. Soprattutto è stato possibile far emergere aspetti generali rispetto all’efficacia dell’azione dei MM, che risulta limitata soprattutto da:
1. Supporto interno limitato e ruolo del Mobility Manager spesso marginale, che si riflette nel fatto che il MM abbia diverse mansioni che prendono spesso la priorità (in termini di tempo dedicato) rispetto a quella di Mobility Management.
2. Questo supporto limitato dipende da una non completa comprensione, da parte delle direzioni generali e amministrative, della potenzialità della pratica del MM per aumentare la competitività e l’attrattività dell’ente, migliorare il benessere del personale, riducendo tempi di spostamento, stress e costi e favorire la retention.
3. Mancanza di fondi strutturali, con forte dipendenza da bandi esterni che però sono spesso complessi come modalità di partecipazione.
4. Difficoltà nella comunicazione interna e nel monitoraggio delle iniziative, che ne limita ulteriormente l’efficacia.
5. Mancanza di coordinamento fra i MM che operano in ambiti simil, da cui risulta un’azione frammentata e la mancanza di una “economia di scala”.

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